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IL CULTO DEI MORTI, E I FIGLI ‘E ZOCCOLA

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Vengono realizzati spezzettando le mandorle e, insieme allo zucchero e l’acqua che si mettono a cuocere in un tegamino, (u puzunetto) rimestando continuamente. Quando l’impasto diventa caramelloso, lo si versa su un marmo di cucina, oleato e, prima che si rassodi, lo si taglia a strisce di 4/5 centimetri, per un centimetro di larghezza, oppure si fanno bastoncini. Dopo si passano in una soluzione di zucchero e nella granella di zucchero.

48, morto che parla

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L’iconoclastia napoletana invade pure il linguaggio. Fino al 1700 le inumazioni erano fatte in nicchie a forma di sedia con sotto un vaso (le «cantarelle») su cui il cadavere si disponeva seduto allo scopo di «asciugare» per colatura. Da questa usanza s’è generata la colorita offesa "Puozza sculà".

Il Cimitero delle Fontanelle

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Il Cimitero delle Fontanelle è un antico cimitero della città di Napoli chiamato in questo modo per la presenza in passato di fonti d'acqua. L'antico ossario si sviluppa per circa 3.000 m2 mentre le dimensioni della cavità sono stimate attorno ai 30.000 m3.

Aldo Russo: L'arte del presepe napoletano

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Ripercorriamo la vita e la storia artistica di un maestro presepista, a molti ancora sconosciuto, che ha però rivelato un modo nuovo di concepire il presepe napoletano in miniatura, traendo spunto da scene paesaggistiche da cartolina, come il Golfo di Napoli e i Faraglioni di Capri.

La Canzone Napoletana - La Villanella - XVI-XVII secolo

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La Villanella, piaceva davvero a tutti, sovrani, nobili, ai raffinati proprio perché era di origine popolare, rustica, contadina, e consentiva ai "signorotti" di corte, di scaricarsi psicologicamente, dalle mille vicissitudini aristocratiche. Oltretutto, essendo di origine napoletana, (e già allora nel Cinquecento e nel Seicento, Napoli doveva evocare, nelle corti e nei salotti di tutta Europa, un che di trasgressivo) venne chiamata proprio "Vill
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